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 LE GOLE DI FRASASSI ED IL MUSEO SPELEO-PALEONTOLOGICO ED ARCHEOLOGICO DI SAN VITTORE DI GENGA
PREISTORIA
Dal Paleolitico all’Eneolitico

L’area della gola di Frasassi (fig. 1), da sempre è stata frequentata dall’uomo, e specialmente nel Paleolitico le sue numerose cavità carsiche costituivano un riparo naturale per i gruppi di cacciatori. Fig. 1: la gola del Sentino nella cartografia IGMLe più antiche testimonianze sono rappresentate da alcuni resti di stambecco e manufatti litici, ritrovati nella grotta Sulfurea, e databili al Paleolitico Medio. I rinvenimenti più interessanti sono quelli risalenti alla fine del Paleolitico superiore, con particolare riferimento ai siti di grotta del Prete, un riparo sotto roccia in cui sono state individuate le tracce di un focolare, e diversi manufatti litici, e quello di grotta del Fiume da cui provengono un cranio di stambecco ed i resti di un’orsa (esemplare di ursus arctos), conservata presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche ad Ancona. Durante il Neolitico gli stanziamenti del territorio più rappresentativi sono quelli di Donatelli, Fig. 2: punte di freccia da  loc. Pianaccie quello in località Pianacci, in cui sono stati individuati alcuni focolari, buche di palo relative a capanne rettangolari, e materiali litici in abbondanza (fig. 2). Molto interessante anche il rinvenimento del cranio di un Homo Sapiens Sapiens, effettuato nel Riparo della Rossa, presso Serra S. Quirco ed attribuibile, secondo gli ultimi studi antropologici, ad un uomo vissuto durante il Neolitico. I reperti provenienti dai siti elencati sono visibili presso il Museo speleo-paleontologico ed archeologico di San Vittore di Genga.

PROTOSTORIA
L’età del Bronzo e l’età del Ferro
Fig.  3: grotta del SantuarioDurante l’età del Bronzo diversi siti archeologici sono stati localizzati in alcune grotte della gola del Sentino: nella grotta del Santuario, cosiddetta per la presenza del tempietto ottagonale eretto dall’architetto Valadier (fig. 3), sono state rinvenute alcune sepolture ad inumazione ed un vaso contenente ceneri, nella grotta del Mezzogiorno, alcuni resti vegetali bruciati che fanno pensare ad una frequentazione di tipo rituale, ed infine nella grotta dei Baffoni, alcuni oggetti riconducibili all’ambito metallurgico (un pugnaletto in bronzo, una forma di fusione, etc…). Il sito che rimane forse il più rappresentativo è la necropoli protovillanoviana (XII-X sec. a.C.) di Fig. 4: urna cineraria da PianelloPianello di Genga, da cui provengono almeno un migliaio di urne funerarie (fig. 4), all’interno delle quali venivano conservate le ceneri di uno o più defunti, con alcuni oggetti di corredo, a volte combusti. L’età del Ferro è documentata da alcuni rinvenimenti in località Pecorile e Trivio di Serra San Quirico, che attestano rispettivamente la presenza di comunità picene e celtiche.

IL MUSEO SPELEO-PALEONTOLOGICO ED ARCHEOLOGICO
Articolato in 3 sezioni e su 3 piani, il Museo è stato inaugurato nel 2005, e presenta un allestimento didattico: il piano terra è dedicato alla paleontologia ed oltre all’Ittiosauro, ospita campioni petrografici, reperti fossili e faunistici provenienti dal territorio, dei plastici ricostruttivi dell’habitat, del clima e delle stratigrafie geologiche. Il noto ittiosauro soprannominato “Marta”, è stato rinvenuto nel 1976 nel corso di lavori stradali lungo la SS. 76: si tratta del fossile di un predatore marino risalente al Giurassico, piuttosto simile ad un odierno squalo o ad un tonno, nonostante la sua discendenza dai rettili.
La sezione archeologica, collocata al primo piano ospita i reperti provenienti dai siti di cui si è precedentemente parlato, coprendo dunque un arco cronologico dal Paleolitico all’età del Ferro.
La sezione speleologica, allestita in una sala sotterranea, offre un panorama completo della realtà carsica che caratterizza il comprensorio, attraverso una serie di plastici ricostruttivi del paesaggio e della geologia del territorio, materiali e attrezzature speleologiche, foto delle faune che popolano le cavità di Frasassi.


Museo Speleopaleontologico e Archeologico
loc. San Vittore di Genga
dal lunedì al sabato  h 10-13 e 14,30-18,30
domenica, festivi e agosto h 8,30 alle 19,30
Chiuso il 4 e 25 dicembre, 1 gennaio e dal 10 al 30 gennaio inclusi.

Biglietto: intero € 4,00; ridotto € 2,00 (studenti con tesserino universitario, soci CAI, invalidi, militari e oltre 65 anni) ridotto € 1,50 (comitive); ridotto € 1,00 (scolaresche e ragazzi sino a 14 anni); gratuito( visitatori delle Grotte muniti di biglietto, minori di 6 anni, portatori di handicap e residenti nel Comune di Genga).
INFO: tel. 0732.90241 - 97211
info@turismo.comunedigenga.it


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