gli uomini, l’arte e la storia delle idee
L’antica Farmacia Mazzolini - Giuseppucci di Fabriano è una delle più importanti e meno conosciute farmacie storiche italiane. Un luogo dove il tempo si ferma e racconta, come in un libro scritto nel legno, l’avventura straordinaria dei progressi scientifici e tecnologici dell’uomo. Ma è anche uno straordinario monumento d’arte, un ‘museo di se stesso’ dove si possono ammirare gli straordinari arredi lignei realizzati dall’artista perugino Adolfo Ricci tra il 1896 e il 1899 circa e la collezione dei vasi che Ermogaste Mazzolini acquistò dalla celebre manifattura fiorentina Ginori che ripropongono l’intera Prima Farmacopea Ufficiale del Regno d’Italia. L’autore della decorazione della farmacia Mazzolini fu Adolfo Ricci, nato a Perugia nel 1834 da Zaccaria, anch’egli scultore e decoratore. Formatosi nell’Accademia di Belle Arti di Perugia come molti suoi colleghi di corso, tra i quali il noto architetto Guglielmo Calderini, Ricci iniziò a lavorare tra l’Umbria e Roma, per numerosi e prestigiosi committenti. Adolfo Ricci viene ricordato come uno dei più validi scultori e intagliatori del legno e plasticatori di terracotta attivi in Italia nella seconda metà dell’Ottocento. Il suo apprezzato magistero gli valse nel 1875, la nomina nella scuola d’Arti e Mestieri annessa all’Istituto San Michele al Collegio Romano, formando una folta schiera di artisti e artigiani. Adolfo Ricci non abbandonò mai i legami con la sua città natale, Perugia, dove insegnò in altre scuole di arti e mestieri, realizzò gli stucchi del Teatro Morlacchi e il Grifo per la facciata del Palazzo del Governo. Accanto all’attività professionale fu fervente l’attività politica come patriota e poi, dopo la proclamazione del Regno d’Italia, a favore degli ideali repubblicani. Ricci fu anche un fervente aderente agli ideali della Massoneria, fondando a Roma la loggia Spartaco ed a Fabriano, la loggia Gentile da Fabriano. A causa di difficoltà professionali incontrate a Roma, Adolfo Ricci si trasferì a Fabriano nel 1892 dove trovò impiego come insegnante d’intaglio nella Regia Scuola Professionale, dalla quale uscirono numerosi quanto validi allievi. Nominato Accademico di Merito dall’Accademia di Belle Arti di Perugia nel 1898, l’anno successivo Ricci ottenne il Diploma di Medaglia d’Argento all’Esposizione Nazionale di Torino e la medaglia d’oro all’Esposizione Generale Umbra di Perugia. Nel 1900 ottenne la medaglia d’argento di primo grado all’Esposizione Universale di Parigi e fu nominato membro dell’Accademia di Belle Arti di Bruxelles. Adolfo Ricci morì a Fabriano il 5 febbraio 1904, suscitando un coro unanime di cordoglio da personaggi di varie città italiane, i quali apprezzavano sia l’artista sia l’attivista politico. Nel progettare la decorazione della Farmacia Mazzolini, Ricci interpretò molti elementi stilistici dalla cultura artistica del Medioevo e del Rinascimento nella città di Perugia. Lo scultore guardò alle decorazioni architettoniche dei monumenti principali del capoluogo umbro, il Palazzo dei Priori e il Duomo. In particolare si ispirò al rivestimento ligneo, realizzato nella seconda metà del XV secolo, della Sala dell’Udienza nel Collegio della Mercanzia all’interno del Palazzo dei Priori. Tra le farmacie storiche, la magnifica decorazione dell’esempio fabrianese vanta un solo antecedente nel quale si racconta con così ampia dovizia di particolari la storia della scienza, parlo della Tribuna di Galileo all’interno del Museo della Specola a Firenze, progettata negli anni Quaranta dell’Ottocento dall’architetto Giuseppe Martelli, dove attraverso pannelli dipinti e busti è illustrata la storia della Scienza. In realtà, l’arredo in stile gotico nelle farmacie italiane fu molto raro, anzi, la Farmacia Mazzolini può essere considerata una delle poche eccezioni. Nella volta e lungo le pareti della farmacia possiamo leggere alcune fra le pagine più importanti delle scoperte chimiche, fisiche e mediche, che durante l’Ottocento migliorarono la vita degli uomini, raccontate attraverso i ritratti di 25 scienziati che ne furono protagonisti: Pietro Albertoni, Amedeo Avogadro di Quarenga, Claude Louis Berthollet, Giovanni Campani, Arnaldo Cantani, Stanislao Cannizzaro, Humphry Davy, Michael Faraday, Benjamin Franklin, August von Hoffman, Antoine Laurent de Lavoisier, Philipp Eduard Anton von Lenard, Matthieu Joseph Bonaventure Orfila, Giuseppe Orosi, Raffaele Piria, Arnaldo Piutti, Silvio Plevani, Nestore Prota Giurleo, Sebastiano Purgotti, Francesco Ratti, Henri Victor Regnault, Wilhelm Konrad von Röntgen, Francesco Selmi, Dioscoride Vitali, Alessandro Volta. Gli strumenti e le macchine, intagliati con sorprendente dovizia di particolari, illustrano i metodi e le tecnologie impiegate nei laboratori di tutto il mondo, come quelle che permisero la scoperta dei Raggi X. Non a caso, proprio la lunetta che descrive gli strumenti utili per la realizzazione dei raggi X costituisce la prima rappresentazione iconografica della scoperta che si conosca in Italia e il ritratto del suo autore, Wilhelm Konrad von Röentgen. Nell’esaltare la professione del farmacista e nel rivendicare l’autonomia del percorso di formazione l’autore del programma iconografico della farmacia di Fabriano, compone una delle pagine più interessanti che siano mai state pensate per raccontare la storia del pensiero scientifico. È sorprendente, infatti, come una superficie così esigua riesca a contenere il manifesto puntuale dello sviluppo della scienza in Italia nella seconda metà dell’Ottocento. In tale ottica, molto probabilmente l’ispiratore del programma della farmacia fu lo scienziato perugino Giuseppe Bellucci, straordinaria figura di chimico e ricercatore di etnologia, allievo di Sebastiano Purgotti ed amico di Adolfo Ricci, con il quale condivideva l’impegno negli ideali della Massoneria. Il programma iconografico della farmacia fabrianese, d’altronde, rileva la stretta dipendenza della comunità scientifica italiana dalla lezione galileiana, ‘Omnia in pondere et mensura’ è, infatti, la chiave di lettura dell’intero ciclo che, posta a conclusione del percorso iconografico, chiarisce la linea ispiratrice del suo autore.
Museo della Farmacia Mazzolini-Giuseppucci - 1896 Scienza e Natura Tel. 0732 629859/ 335 6938117 www.1896.com info@1896.com Orari di apertura: da martedì a sabato 10.00-13.00/ 16.30-20.00; Ingresso libero Possibilità di visite guidate su prenotazione anche fuori dall'orario di apertura
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